Un po’ di storia
Prima delle fotocamere digitali, la fotografia era un processo chimico: in cui l’immagine si formava impressionando un foglio o una lastra su cui erano spalmate delle sostanze fotosensibili, cioè che reagiscono se esposte alla luce cambiando colore, di solito attraverso un’ossido riduzione.
La prima immagine fotografica fu ottenuta da da Joseph Nicéphore Niépce nel 1816, usando un foglio imbevuto di sali d’argento, probabilmente cloruro di argento.
Successivamente, Louis Daguerre sviluppò (è proprio il caso di dirlo) la dagherrotipia, che si basava su lastre di rame su cui era applicato uno strato di ioduro di argento.
Nel 1839, Talbot ideò la calotipia, un processo di tipo negativo/positivo simile a quello utilizzato per i rullini fotografici moderni.
In tutti questi casi, la sostanza fotosensibile era costituita da sali d’argento.
Nel 1842, John Herschel inventò un processo che si basava su sali di ferro, meno costosi, e che chiamò cianotipia, dal gerco kýanos, “blu”, perché le immagini risultanti erano in gradazioni di blu anziché di grigio.
Ma come funziona la cianotipia?
La tecnica fa uso di due sali di ferro, il ferricianuro di potassio, K3[Fe(CN)6], e un altro sale che il cui anione sia formato da un composto di coordinazione del Fe3+, come per esempio questo:

La Luce UV ha energia sufficiente per far sì che le molecole che coordinano il Fe3+ si ossidino, a spese proprio del Fe che si riduce e passa allo stato Fe2+. Il Fe2+ si combina poi con il ferricianuro di potassio dando origine a un composto dalla scrittura complicata: KFe(II)[Fe(III)(CN)6], ma dal nome noto: blu di Prussia, che è, ovviamente, blu.
Oltre a essere blu, il blu di Prussia ha un’altra caratteristica: è insolubile in acqua, a differenza del ferricianuro e del secondo sale presente nella formula, perciò quando laviamo il foglio impressionato dalla luce, i sali non esposti vengono lavati via, lasciando il foglio bianco mentre il blu di Prussia, presente solo nelle zone illuminate, rimane sul foglio. in questo modo si forma un’immagine negativa degli oggetti che abbiamo “fotografato”.
Ora che vi ho spiegato la storia e la chimica, divertitevi a guardare il nostro video!
Voti dell’esperimento (da 1 a 5)
Difficoltà: 
Costo: 



Rischio che qualcosa non funzioni: 
Rischio di sporcare o bagnare qualcosa: 
Lista della spesa
- carte Sunprint
- Acqua
- Luce del Sole
- lampada UV (opzionale)
Qualcosa da leggere e da ascoltare
Michel Pastoureau, Blu. Storia di un colore
Miles Davis, Kind of Blue
