Michelangelo e io entriamo nel magico modo delle ossidoriduzioni, della combustione e della legge deigas con due esperimenti all’apparenza semplici ma che in realtà nascondono un sacco di fisica e chimica.
Michelangelo e io entriamo nel magico modo delle ossidoriduzioni, della combustione e della legge deigas con due esperimenti all’apparenza semplici ma che in realtà nascondono un sacco di fisica e chimica.
Un compromesso tra il comprare acqua e in bottiglia e il bere acqua così come esce dal rubinetto, potrebbe essere quello di usare caraffe filtranti, che addolciscono l’acqua e riescono a fermare alcune impurità. ma come funzionano i filtri di queste caraffe?
Per la giornata internazionale della matematica, Michelangelo mi ha fatto una domanda: ci sono più granelli di sabbia in una spiaggia o persone sulla Terra? Per rispondere ci siamo armati di paletta, secchiello e ragionamenti, e abbiamo fatto un po’ di calcoli…
Visto che l’esperimento di estrazione della clorofilla ci aveva preso molto bene, Michelangelo e io abbiamo deciso di provare qualche altra cosa e ci siamo chiesti: ma se dalle foglie verdi possiamo estrarre la clorofilla, cosa potremmo estrarre dalle brattee rosse di una stella di Natale?
Per scoprirlo non ci restava altro che provarci!
In questo esperimento faremo due cose: la prima è estrarre i pigmenti dalle foglie, creando una soluzione alcolica di clorofilla, e poi useremo questa soluzione per mostrare un fenomeno che non tutti conoscono: la clorofilla è fluorescente! illuminata dagli ultravioletti infatti emette una bella luminosità rosso vivo.
Sfruttiamo la reazione di disproporzione dell’acqua ossigenata, o perossido di idrogeno, in presenza di una base come la candeggina (ipoclorito di sodio) per produrre ossigeno gassoso che, a contatto con il sapone per piatti, forma una bella schiuma vellutata.