Cucchiai, candele, palline, phon… l’effetto Coanda

Che cos’hanno in comune l’acqua che scorre sulla superficie di un cucchiaio seguendone la forma, il volo di un aereo, il liquido che si spande mentre cerchiamo di travasarlo da un bicchiere all’altro, la fiamma di una candela che si spegne anche se ci soffiamo sopra da dietro una bottiglia? Sono tutte manifestazioni dell’effetto Coanda, cioè il fenomeno per cui un fluido tende a seguire la forma della superficie di un oggetto che si muove rispetto a esso. Volete saperne di più? Buona visione!

L’effetto Coanda, che prende il nome dall’ingegnere rumeno Henri Coanda che lo descrisse all’inizio del ‘900, si verifica quando un oggetto si muove rispetto a un fluido in cui è immerso.

L’effetto è la tendenza che ha il fluido a seguire la forma della superficie dell’oggetto come può esser il profilo di un’ala nell’aria o quello di un cucchiaio sotto l’acqua di un rubinetto.

L’origine dell’effetto è nella viscosità dei fluidi, cioè nella resistenza che hanno strati adiacenti del fluido stesso a scorrere l’uno sull’altro. L’oggetto solido che si muove, trascina con sé lo stato di fluido adiacente, che a sua volta trascina quelli adiacenti a esso; proprio per effetto della viscosità, però, gli strati di fluido reagiscono con un certo ritardo a questo trascinamento e quindi, per così dire, “restano indietro” formando una zona di parziale depressione nelle immediatamente vicinanze dell’oggetto in movimento. Quest’area di depressione genera una forza netta che “tira” l’oggetto.

Voti dell’esperimento (da 1 a 5)

Difficoltà:
Costo:
Rischio che qualcosa non funzioni:
Rischio di sporcare o bagnare qualcosa:

Lista della spesa

  • cucchiai
  • rubinetto
  • phon
  • pallina di gomma
  • palline da ping pong
  • fili di lana

Qualcosa da leggere e da ascoltare

Red Hot Chili Peppers, Aeroplane

Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento

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